Mercato ittico di Tsukiji

Ho deciso di fare un articolo solo per raccontare del mercato ittico di Tsukiji e dello Tsukiji Market. Lo Tsukiji market Pare sia il più grande mercato del pesce al mondo. Così grande che ci sono stato per due giorni di fila.

Il mercato pur essendo enorme manca di spazi fra le varie bancarelle che sono molto ridotti, quasi si fa fatica a passare, vista anche la grande quantità di turisti in circolazione. Sarebbe vietato fotografare, ma qualche foto son riuscito a rubarla.

Per gli addetti ai lavori i turisti in generale portano soldi ma non comprano quasi mai pesce fresco e quindi sono un gran fastidio per chi li ci lavora forsennatamente.

Al pubblico l’ingresso è permesso dopo le 10:00 alle 10:30 il pesce esposto è già stato riposto nei frigoriferi visto che i ristoratori possono entrare prima delle 10:00. Per quanto mi riguarda 30 minuti in quella bolgia caotica sono bastati a togliermi la curiosità e vedere qualità di pesci e molluschi di cui non sapevo nemmeno l’esistenza.

Mi rammarica non essere riuscito a vedere l’asta dei tonni, questa avviene alle 5:00 di mattina ma ultimamente visto l’enorme affluenza di pubblico, l’ingresso è stato interdetto ai turisti a meno che non si tratti di tour guidati a numero chiuso. Tra le altre cose io adoro il tonno ma vedere una così grande mattanza giornaliera, non aiuterebbe la mia coscienza a mangiare di gusto il mio pesce preferito. Lo so lo so è ipocrisia bella e buona e non ne vado fiero, ma non sarei certo venuto in Giappone se avessi dovuto ascoltare la mia parte animalista. Penso che visitare un paese e non godere della cucina del posto sia come andare ad un concerto bendati. Credo che quello che conti sia il comportamento che si tiene durante l’arco della vita “normale” cioè quella dove si fa la spesa e si sta attenti a quello che si compra; ma non voglio inoltrarmi in discorsi etici pericolosi, parliamo del mercato. Al pubblico apre alle 10:00, la cosa strana è che la gente può camminare dove passano carrelli elevatori e mezzi di trasporto a tutta velocità.

Vi assicuro che i personaggi che li guidano non badano troppo ai turisti, in qualche occasione ho rischiato di essere investito, nonostante fossi molto attento. All’interno del mercato ci sono decine e decine di piccoli negozi i quali vendono dalla coltelleria a ingredienti vari per cucinare, come spezie e verdure di cui la maggior parte non saprei nemmeno riconoscere; tutto è scritto in Kanji e senza traduzione in inglese, quindi mi limitavo ad osservare incuriosito la varietà infinita di ingredienti che per la maggior parte dei casi, almeno per quanto mi riguarda non saprei nemmeno come usare. Molte bancarelle vendono coltelleria tipica per la cucina nipponica, bellissimi coltelli anche damascati e affilati come rasoi che per controparte costano un eresia. Per fare un esempio un set di 2 coltelli damascati da sushi piccolo e medio come dimensioni costa circa 300€. Ci sono anche moltissimi ristorantini che propongono ognuno la sua specialità tutti stracolmi di turisti e con la loro bella fila ordinata di avventori affamati all’esterno. Appena fuori dalle mura dello Tsukiji market precisamente all’uscita Kaikobasci gate, c’è un quartiere dove si trova il mercato ittico per il pubblico, con una quantità infinita di piccoli negozi che vendono ogni sorta di cosa, anche qui tra un negozio e l’altro miriadi di ristoranti. La scelta qui è ancora più variegata, così mi sono sacrificato per assaggiare ogni cosa mi fosse offerta. Mi sono infilato anche in qualche locale per testare il prodotto più accuratamente.

Nella Foto sopra ci sono le famose ostriche Ako Cristal, a mio personale gusto le più buone che abbia mai mangiato.

Per quanto mi riguarda è la zona del mercato che preferisco, è anche dove ho passato la maggior parte del tempo girando e rigirando per questo quartiere; è diventato ufficialmente uno dei miei posti preferiti di Tokyo, nonostante non ami particolarmente camminare tra fiumi di gente. Fermandomi in un negozio di Sakè e vino, lo Shibiduba, ho fatto subito amicizia con un ragazzo giapponese, intento a sorseggiare del pinot bianco. Ari, un simpaticissimo ragazzo il quale possiede (detto da lui) una “trattoria” di nome Le Ginglet dopo qualche chiacchiera e inevitabilmente qualche giro di drink si è offerto di portarmi in quello che per lui era il miglior ristorante di sushi in zona. Al Sushi Cyoh.

Ari è stato gentilissimo e mi ha spiegato come si mangia il sushi, spiegandomi come anche la maggior parte dei giapponesi non usa la tecnica giusta. Prima di tutto mi ha spiegato che il sushi si mangia con le mani, la cosa fondamentale e non immergere mai il riso nella salsa di soia (come ho sempre fatto) ma si usano due dita per ruotarlo su un fianco per poi prenderlo e con pochissima salsa nella ciotolina, bagnare leggermente il taglio di pesce per poi mangiarlo per intero. Attenzione! Non tutti i tipi di sushi vanno immersi nella salsa di soia quelli più pregiati che in genere hanno una piccola guarnizione appoggiata sulla fetta di pesce vanno mangiati così come sono. Ari mi ha fatto assaggiare le più particolari qualità di pesce, che nella maggior parte dei casi non mi era mai capitato di mangiare, ho assaggiato con un po’ di rimorso, un sushi di balena, ma dovevo assolutamente sapere perché i giapponesi ne vanno così ghiotti. Mio malgrado ne ho capito il perché. La carni di balena assomigliano più che altro ad un filetto perfettamete magro e senza grassi ne tendini, devo ammettere che è molto buono anche se non credo ne mangerò ancora. Dopo il lauto pranzo tra l’altro offerto da Ari, visto che dovevo andare al museo dello studio Ghibli, che era molto distante Il mio nuovo amico si è offerto di portarmi in macchina, alla stazione giusta per prendere il treno che mi avrebbe portato a Kichijoji, mi ha portato al suo garage e li con grande stupore ho scoperto con che macchina mi avrebbe accompagnato.

Una fantastica mercedes Convertibile del 1965, perfettamente ristrutturata.

Passeggiare per Ginza, il quartiere più ricco di Tokyo, con questa bellezza, è stata un esperienza fantastica, tutti si giravano ad ammirare questa macchina così rara da vedere in circolazione. Arrivati in stazione, mi sono salutato con Ari San è la promessa che sarei andato a trovarlo al suo ristorante quando sarei dovuto ritornare a Tokyo per prendere l’aereo che mi riporterà a casa.

Per concludere a mio umile parere Il mercato del pesce di Tokyo è una tappa fondamentale per chi decide di venire a visitare questo splendido paese. Più conosco il Giappone e più ne sono affascinato, la cultura, le persone, il cibo e i paesaggi rendono questo paese diverso da tutti quelli che ho visitato fino ad ora in Asia.

Ciao

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