Kyoto

Eccoci a Kyoto. Per lo spostamento ho provato finalmente la famigerata rete di treni proiettile Shinkansen.

Ho scoperto che in Giappone è dal 1964 che questi treni vengono usati; il progetto risale agli anni antecedenti alla seconda guerra mondiale, dove avevano treni a vapore che potevano già correre a 200 km orari, la sconfitta in guerra e il conseguente crollo economico hanno ritardato il progetto di oltre trent’anni. Comunque il Giappone è stato il primo stato al mondo a progettare e costruire treni ad alta velocità. I suoi treni possono arrivare a 443 Km/h in condizioni di servizio. Attualmente dall’inaugurazione circa 54 anni fa, la rete ferroviaria Shinkansen ha fatto viaggiare più di 5 miliardi di persone e con i continui miglioramenti dei treni sono, riusciti ad arrivare a percorrere la linea Tokyo-Osaka, lunga 514 Km in 2 ore e 25 minuti.

I treni sono abbastanza comodi, c’è molto spazio per le gambe e a differenza dei nostri treni veloci, sono molto più puliti e in ordine. Non sono riuscito a trovare degli sconti sui biglietti però, la tratta che ho percorso senza prenotazione da Tokyo a Kyoto (476 km) mi è costata 13800 Yen (104€), i nostri treni possono essere più economici ma in quanto a puntualità non c’è paragone.

Tra metropolitana e treni la puntualità di questo paese è leggendaria. Solo una volta ho preso un treno che era in ritardo. Veniva segnalato un ritardo di ben 2 minuti e quello è stato. La voce dagli altoparlanti estremamente contrita, continuava a scusarsi per il disagio causato. Evito di fare battute o confronti sulla puntualità dei treni in Italia!

Ma torniamo a Kyoto.

E’ una città che a confronto di Tokyo è dieci volte più piccola parlando di popolazione, anche se a prima vista non sembrerebbe, viste le dimensioni della stazione ferroviaria. La cosa che subito ho notato sono le sole due linee della metropolitana e la necessità di utilizzare la rete degli autobus e dei treni per spostarsi, il che rende gli spostamenti decisamente più lenti. Come ci si poteva aspettare la quantità di punti di interesse è minore, ma nonostante questo la distanza fra questi punti è spesso notevole. Succede allora che per spostarsi da un punto all’altro occorra prendere treni, metro e bus solo per andare a vedere un tempio, impiegando una grande quantità di tempo. Il risultato è che in una settimana ho camminato meno che a Tokyo ma ho anche visto meno attrazioni. La sensazione che si ha quando si sta a Kyoto, è di vivere in una città un po’ meno moderna della capitale. Meno palazzi, meno infrastrutture e più edifici tradizionali. Ci sono molti parchi e un po’ meno ristoranti, ma gironzolando si possono trovare delle viuzze con locali microscopici uno accanto all’altro, dove si può bere mangiare e fare Karaoke.

Con all’interno magari delle anziane e microscopiche signore, disposte ad offrirti cose insolite da mangiare. Questi locali per lo più sono frequentati da giapponesi ma la cosa interessante è proprio questa.

Per tutto il tempo che sono stato a Kyoto faceva freddo e spesso pioveva, essendo primavera ci sta, ma le foto purtroppo hanno risentito della luce piatta e soffusa offerta dal clima uggioso.

Gion

Una delle prime cose che ho voluto vedere in questa città è la famosa zona delle Geisha, chiamata col nome Gion“. Appena arrivato, ho avuto la fortuna di trovarne subito tre che posavano per i turisti.

Ho sempre trovato estremamente affascinanti i loro kimono caratteristici e le loro movenze composte ed estremamente fini. Non per nulla la definizione Geisha in giapponese significa donna d’arte. Spesso però nell’immaginario collettivo occidentale vengono confuse o scambiate per figure preposte a soddisfare sessualmente clientela maschile. In Giappone tengono a sottolineare che le Geisha sono nate come figure di intrattenimento si, ma lo facevano e lo fanno con danze, balli, musica e battute di spirito.

Tutta la zona è molto caratteristica, ci sono stato anche di giorno, ma nelle ore notturne ha un fascino unico. Non è così facile trovare per strada delle Geisha, piuttosto è frequente incontrare donne e ragazze vestite di tutto punto in presenza di loro compagni, altrettanto agghindati, intenti a farsi fotografare.

Sono poi riuscito a partecipare ad uno spettacolo in teatro, dal nome Miyako Odori organizzato per il solo mese di Aprile. In questo spettacolo erano presenti una cinquantina di Geisha, alcune suonavano degli strumenti tradizionali, altre cantavano e recitavano come voce fuori campo, mentre la maggioranza delle restanti Geisha recitavano e ballavano in uno spettacolo di circa un’ora, nella rappresentazione di una storia che raccontava il susseguirsi delle quattro stagioni. Fin dal primo momento, lo stupore nel vedere tanti colori, suoni, uniti alla perfezione e il sincronismo dei movimenti delle molte figuranti mi ha profondamente emozionato. Tutto, come anche le coreografie, gli abiti e la maestria nei giochi di luce, hanno fatto si che venissi trasportato per tutto il tempo, in un epoca lontana dalla nostra, come partecipando, allo spettacolo che poteva trovarsi di fronte un nobile Shogun dell’epoca Edo. Sono stato varie volte a teatro, ma mai come questa volta, il coinvolgimento e l’emozione mi hanno così colpito.

Una Geisha prima di essere definita tale deve studiare intensamente le arti del canto della musica, del ballo e della recitazione per non meno di sette anni. Questo fa si che la loro bravura e perfezione nel muoversi e recitare siano qualcosa di unico.

Solo la veduta di questo spettacolo è valso il viaggio fino a qui.

Kyoto Era la capitale prima che lo diventasse Tokyo, quindi anche qui esiste un palazzo imperiale, purtroppo visibile solo dall’esterno, come quello della capitale odierna, quindi ho potuto solo scorgere le sontuose costruzioni dove una volta risiedeva l’imperatore.

all’interno di questo enorme parco la possibilità di visitare una casa tradizionale con le classiche porte in carta di riso e i pavimenti in tatami.

Questo slideshow richiede JavaScript.

All’esterno un giardino tradizionale con un laghetto e alcuni aironi a impreziosire la già magnifica immagine.

Ammetto che sono di parte ma trovo adorabili queste costruzioni, risvegliano in me le fantasie fatte con moltissimi film e Manga guardati in televisione.

Arashiyama

Molto in periferia, esiste una foresta di soli bambù, di nome Arashiyama, visitarla era obbligatorio così dopo un paio di treni e un Bus ho raggiunto la meta. Prima di arrivare alla foresta, lungo il percorso si trova un tempio buddista di nome Tenryu-Ji, entratovi per curiosità, con grande sorpresa ho constatato di aver potuto vedere uno dei templi con giardino più belli che abbia mai visto fino ad ora. Non è enorme, ma proprio per questo è molto concentrato. Il giardino era in piena fioritura, l’immancabile laghetto pieno di carpe e le strutture perfettamente mantenute con la possibilità di entrarvi a piedi scalzi, fanno si che sia un’altro posto che mi è rimasto nel Cuore. Si sa poi le cose quando capitano inaspettatamente sono sempre più gradite.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Finito il giro in questo stupendo tempio mi sono diretto verso la foresta di bambù. Anche qui la magia della natura ha lasciato il segno, negli occhi e nel Cuore di chi sta imparando ad amare sempre più questo paese dalle mille sfaccettature.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Era una giornata ventosa, trovato un angolo nascosto ai tantissimi turisti, ho potuto godere in silenzio del fruscio delle migliaia di alberi di bambù, che tutti insieme offrono una sinfonia estremamente rilassante, scandita ritmicamente, dai tronchi che urtando fra di loro producendo un bel suono caratteristico. Senza accorgermi ho trascorso più di un ora in quell’angolo fuori dal tempo.

 

Enryaku-ji

Sono stato poi a visitare il tempio Enryaku-ji, più che altro per il fatto che per raggiungerlo avrei dovuto prendere la funicolare più lunga del Giappone, di nome Sakamoto cable 2025m in mezzo ad una rigogliosissima foresta.

Il parco del tempio Enryaku-ji è molto ampio e comprende diversi templi. ma non c’è nulla di estremamente spettacolare da segnalare.

La cosa divertente è stata passeggiare fino a scollinare sul versante opposto della montagna, dove ha cominciato addirittura a nevicare e scendere con la funivia per poi prendere il treno che mi riportava a Kyoto

Yasaka

Un tempio Invece che è uno dei più antichi e visitati del Giappone è quello di Yasaka molto bello e interessante, essendo uno dei pochi che chiude alle 21 invece che le canoniche 16:30 ho atteso che scendesse il buio per poter vedere com’era con le illuminazioni.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’effetto era molto suggestivo, mi sono trattenuto a lungo, l’atmosfera era molto piacevole. Il suono del gong che periodicamente qualcuno colpiva prima di pregare faceva eco tra i monti facendo diventare tutto molto Zen.

Kinkaku-ji

Per ultimo mi sono lasciato il tempio più famoso che è anche simbolo della città di Kyoto, il tempio di Kinkaku-ji. Questo tempio è famoso perché a parte il piano terra è completamente rivestito di foglie d’oro zecchino ed il suo effetto nel vederlo lo fa. Orde di turisti ammassati a fare foto con qualche vigile a dirigere il fiume di persone rendevano un po’ meno affascinate l’ambiente ma un paio di foto senza teste tagliate o faccioni sconosciuti sono riuscito a farle. Per fortuna gli asiatici sono notoriamente più bassi della media europea.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Kyoto Mi è piaciuta, anche se più impegnativa da girare. Sicuramente non ho visto tutti i templi e i musei che potevo visitare ma uno non me lo sono voluto perdere, Il:

 

Kyoto Museum of Traditional Crafts

Purtroppo non si potevano fare foto. C’erano varie postazioni che descrivevano il tipo di lavoro e come veniva o viene ancora fatto dagli artigiani specializzati in differenti arti. Sapevo che i giapponesi sono precisi, minuziosi e mirano alla perfezione. Ma dopo che ho visto certi lavori sono rimasto a bocca aperta. ogni cosa che guardavo, dal ricamo fatto su tessuto, alla maschera per serigrafare i disegni sui kimono, alla scodella decorata al cestino di paglia per me era una sfida, cercare di trovavi dei difetti. Era veramente difficile trovare delle imperfezioni di qualsiasi tipo. La precisione e la bravura che questo popolo riesce a raggiungere ha dell’incredibile. Sono felice di essere venuto a visitare Kyoto. Peccato che qui i ciliegi sono sfioriti appena sono arrivato, sicuramente avrebbero contribuito ad abbellire l’atmosfera. Ora ritorno a Tokyo perché mi è piaciuta molto è ho in sospeso un po’ di cose da fare.

Ciao

Tokyo

La prima settimana è finita.

Nonostante i miei 108Km percorsi solo a piedi e tutti i giri in metropolitana e treno che sono riuscito a fare in questa settimana. Per conosce questa città e girarla tutta, ci vorrebbe un’anno. Non sembra però una città di quasi 14 milioni di abitanti. Quando si cammina per le strade, si notano un sacco di passanti e di macchine, le strade sono quasi sempre a 4 corsie, il traffico non è mai congestionato nemmeno durante le ore di punta. Vi è una sorta di ordine intrinseco nel Giappone e nei giapponesi. Tutto funziona ed è efficiente, pulito, preciso. La cosa che mi stupisce di più è il rumore. Nonostante il traffico e la quantità impressionante di persone che si sposta a piedi, per essere una metropoli così grande il rumore di fondo è molto basso.

Si nota la ricchezza di questa città ad ogni incrocio, dal semaforo che ti dice quando diventerà verde, al signore con pettorina e spadina “laser” rossa, che regola il traffico pedonale, al signore che con una lunga pinzetta raccoglie i pochi residui di sporcizia sui marciapiedi. Per strada non è educato fumare, allora ci sono delle aree dedicate, sia lungo i marciapiedi che nei locali. Una cosa che non mi spiego è la pulizia dei marciapiedi, nonostante i posa ceneri e i cestini della pattumiera siano quasi introvabili.

Non amo le città l’ho già scritto, ma Tokyo è diversa da tutte le metropoli che ho girato fino ad ora. una volta rotto il ghiaccio con Bus, Metro e treni puoi spostarti da un capo all’altro della citta senza problemi e con tempi ridottissimi.

20180330_143757

Quello che adoro di Tokyo, sono i continui contrasti, tra il supermoderno e il tradizionale.

Tra la natura e i palazzi……

Ovunque sparsi per la città ci sono centinaia di parchi, piccoli e grandi. Ai giapponesi piace camminare in mezzo alla natura della quale hanno molto rispetto.

Ci sono anche molti animali nei parchi, che vengono lasciati tranquilli alla loro vita.

Ma anche molti templi e musei, che raccontano questo popolo così particolare. Come altri musei che spiegato tecnologie complicate alla massa.

Sono amanti del cibo e lo cucinano con gusto e passione. Adoro la loro cucina.

poi la sera tutto diventa colorato dalle numerosissime insegne luminose.

Alcuni parchi rimangono aperti la sera e la gente si raccoglie quì a far festa e pic-nic, godendo dello spettacolo della natura.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Pur essendo una grande città si vive bene quì, è molto costosa ma come in tutte le città se si va nei posti giusti si può cenare con meno di 10€.

Mi piace! Sono contento di essere venuto a visitarla.

P1050225

Hanno costruito una statua della liberta alta 10 metri sulle isole artificiali di Koto, sono rimasto molto colpito quando l’ho vista. Mi sono chiesto se a casa mia avrei messo qualcosa di così rappresentativo di una nazione che ha usato contro di me la bomba atomica….Ma forse è proprio per questo che l’hanno messa…

Cercando di cogliere il particolare……

P1040391

E’ un paese molto affascinante. Ci tornerò sicuramente, cosa che difficilmente faccio.

Ora mi trasferisco a Kyoto una città dieci volte meno abitata e vediamo un po’ come si sta laggiù.

Ciao